Raccolta rifiuti, Maestri risponde a Folli: “Spendiamo tanto per una promessa elettorale non mantenuta”

“Il fatto che una amministrazione provi a difendere il proprio operato è nell’ordine delle cose. È invece decisamente meno “normale” la pretesa da parte del sindaco Pizzarotti di arrogarsi il merito di un modello di raccolta dei rifiuti che già altri Comuni, ben prima dei 5 Stelle, avevano sviluppato con ottimi risultati”. La parlamentare del Pd Patrizia Maestri interviene sul tema della gestione della raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta, alla luce delle recenti dichiarazioni del sindaco Pizzarotti che ha indicato al premier Renzi il modello Parma come esempio da seguire, e dell’intervento dell’assessore Folli che si rivolge proprio alla deputata parmigiana: “L’assessore Folli mi ha chiamata in causa provando, evidentemente, a leggere con preveggenza il mio pensiero; un tentativo, tra l’altro, completamente sbagliato. Non so infatti spiegarmi per quali ragioni mi si accusi in generale di “fregarmene di ambiente e cambiamenti climatici”; tanto più che l’unico ragionamento “vero” sullo spegnimento degli inceneritori presenti in regione, un obiettivo che io stessa auspico, deve comprendere un ambito territoriale vasto, integrato, raggiungibile su di un orizzonte temporale più lungo dei due anni e mezzo di gestione toccati fino ad ora ai 5 Stelle. Il resto è propaganda mediatica”.

Oltre alle disfunzioni che la maggior parte dei cittadini di Parma ha potuto “apprezzare” grazie alla gestione spinta della raccolta differenziata porta a porta, assume ora grande rilievo il bando di gara di Iren per l’affidamento dei servizi di raccolta differenziata sulle tre province emiliane gestite dalla multiutility, Parma, Piacenza e Reggio Emilia. “L’impostazione di questo bando fa sorgere alcune considerazioni, la prima è la spesa prevista: l’appalto prevede cinque lotti, due dei quali riguardano l’area territoriale di Parma, gli altri tre quelle di Reggio Emilia e Piacenza. Confrontando i costi dei tre ambiti per la raccolta dei rifiuti secchi, organico e vegetale, e di quella per carta e cartone, plastica e barattolame, Parma è quella che spende di più, oltre 23 milioni di euro. Ci conviene spendere così tanto, con risultati che la maggior parte dei parmigiani non reputano soddisfacenti, solo perché l’attuale amministrazione non è riuscita ad attuare la promessa elettorale di non accendere l’inceneritore?”.

“Sono circa 500 le persone impiegate nei servizi ambientali – conclude Maestri – 246 delle quali soggetti svantaggiati cui è stata fornita una occupazione, rendendoli contribuenti attivi e non assistiti. Tutte queste persone rischiano il posto visto che il bando prevede una base d’asta peggiorativa del 20 per cento per quanto riguarda un lotto e del 15 per l’altro. Se questa ipotesi non verrà modificata, cosa che auspico, c’è il rischio concreto che il mondo del sociale non possa partecipare a queste gare. La domanda sorge spontanea: ci conviene spendere così tanto rischiando di perdere la valenza sociale veicolata fino ad oggi da questo tipo di servizio?”.

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