Pensioni, Maestri (Pd): “La sentenza della Corte è un’opportunità per ridare equità al sistema previdenziale”

“La riforma previdenziale approvata dal Governo Monti fa ormai acqua da tutte le parti”. La deputata del Partito democratico Patrizia Maestri prende posizione sulla sentenza della Corte Costituzionale riguardo il blocco delle indicizzazioni per le pensioni superiori ai 1.443 euro mensili. “Dopo il problema degli esodati, delle ricongiunzioni onerose e dell’allungamento dell’età pensionabile – spiega – è arrivata la pronuncia della Corte Costituzionale, pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale, che ha dichiarato l’illegittimità del blocco delle indicizzazioni”.

Per Maestri la situazione che si è venuta a creare è un problema da affrontare ma anche una possibile opportunità. “Sappiamo bene – sottolinea – che la coperta della finanza pubblica è corta ma questa è sicuramente l’occasione migliore per aggiustare il sistema previdenziale avviando un confronto di merito con le parti sociali”. Per questo la componente della Commissione Lavoro, avanza alcune idee. “Le nostre proposte sono ormai chiare – dice – dobbiamo introdurre un criterio di flessibilità che consenta, a partire dai 62 anni, l’uscita dal lavoro, risolvere in modo definitivo il problema degli esodati utilizzando i risparmi derivanti dalle precedenti salvaguardie approvate, estendere la cosiddetta ‘opzione donna’ che consentiva, fino al 2014, il pensionamento alle donne con 57 anni di età e 35 di contribuzione, risolvere il problema delle ricongiunzioni onerose tra i contributi versati a diverse gestioni previdenziali”.

La speranza della deputata Pd è che il problema posto dalla sentenza possa portare a un sistema più equo e al miglioramento del tenore di vita di chi percepisce una pensione. “Il problema posto dalla Corte – conclude Maestri – va risolto in termini di equità. E’ impensabile riapplicare l’indicizzazione in modo indiscriminato ma occorre subito ripristinarla per le pensioni più modeste, quelle che più di altre hanno subito l’erosione del proprio potere d’acquisto. Sarebbe finalmente il modo per estendere, anche se in altra forma, il famoso bonus degli 80 euro anche ai pensionati, come abbiamo sempre richiesto”.

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