PENSIONI, GOVERNO: INPS DISPONIBILE A DIVERSIFICARE CRITERIO ADEGUAMENTO ISTAT

L’Inps ha dichiarato la disponibilità ad effettuare un approfondimento finalizzato a valutare la possibilità di diversificare il criterio di adeguamento dell’aspettativa di vita in base alle specifiche caratteristiche dell’attività lavorativa”. Lo ha detto in commissione Lavoro alla Camera, rispondendo a un’interrogazione del Pd sull’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza della vita, il sottosegretario al Lavoro Massimo Cassano. Scatterà dal 1° gennaio 2016, infatti, l’aumento di 4 mesi dei requisiti di accesso per la pensione e l’incremento di 0,3 unità per i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva. Lo prevede un decreto del ministero dell’Economia che adegua ogni due anni – come previsto dal decreto Salva Italia del governo Monti – i requisiti di accesso al trattamento pensionistico in base alle aspettative di vita aggiornante dall’Istat. Un decreto, ha spiegato Cassano, che “è stato redatto in ossequio alle disposizioni normative in materia e secondo una logica tesa al mantenimento della sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico. Trattasi del secondo adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, mentre il primo è avvenuto con decreto del 6 dicembre 2011 che aveva già comportato un aumento dei requisiti pari a 3 mesi. (Public Policy)

Link all’interrogazione

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1 Response

  1. Verti Umberto scrive:

    Buongiorno Onorevole Maestri,
    sono un parmigiano che condivide la sua valutazione sul referendum della lega.
    Sapevo che la richiesta di referendum leghista era un autentico esercizio d’ignoranza, la costituzione ( art. 75) esclude il referendum per materie tributarie, leggi di stabilità ed altro…. , per cui si comprende che la lega lo ha voluto solo per la sua visibilità, fregandosene delle facili illusioni generate in chi lo ha firmato .
    Concordo con Lei sulla considerazione ca. la riforma delle pensioni della sig.ra Fornero, , va cambiata; lo ha affermato anche la stessa Fornero in questi giorni.
    Personalmente punterei su 2 proposte: A) quota 100 ( età + anzianità di servizio ) come livello minimo di pensionamento …….. B) possibilità di prepensionamento con abbattimento del 2 % per ogni anno di anticipo della pensione ( per un massimo anticipo del pensionamento di 5 anni sulla data prevista rispetto alla normativa vigente ).
    Ulteriore possibilità per chi è negl’ultimi 5 anni dal raggiungimento dell’età pensionabile, potrebbe essere quella di sostituire il contratto a tempo pieno di un lavoratore anziano con due part-time ; ovvero un part-time per chi è in prossimità della pensione, unito ad altro part-time per un giovane,( sicuramente più adatto all’uso di strumenti informatici)
    Il periodo in cui sviluppare i due part-time potrebbe coincidere con gl’ultimi 5 anni prima dell’età pensionabile del lavoratore anziano.
    Questo potrebbe alleggerire l’operatività del dipendente anziano grazie alla maggiore conoscenza informatica del giovane che così inizierebbe l’attività lavorativa prima acquisendo l’esperienza dell’anziano cui garantirebbe una maggiore velocità operativa sfruttando la sua migliore adattabilità agli strumenti informatici.
    Alla fine di quel periodo ( massimo di 5 anni minimo di 3 ) nel momento del pensionamento del lavoratore anziano il giovane potrebbe essere inserito in P.A. o in azienda privata, con contratto a tempo pieno e indeterminato, visto che potrebbe avere già una preparazione e un minimo d’esperienza e non dovrebbe partire da zero nella conoscenza del lavoro ( di lui si conoscerebbe già capacità interesse e attitudine per il lavoro ,che potrebbero ben giustificare l’assunzione a tempo pieno! ).

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