Pensioni di reversibilità, Maestri: “Bene smentite del Governo, si tolga dal Ddl ogni riferimento alle prestazioni previdenziali”

“Il Governo ha smentito in maniera chiara che ci sia intenzione di intervenire sulle pensioni di reversibilità, ora è bene che dalle parole si passi ai fatti togliendo dal disegno di legge ogni riferimento alle prestazioni previdenziali”. Patrizia Maestri, deputata del Partito democratico, interviene dopo le tante polemiche sollevate sull’ipotesi che l’esecutivo voglia cambiare le regole che consentono di accedere alle pensioni reversibilità. “Ha fatto bene il Ministro Poletti a fare chiarezza per evitare che si creino polemiche strumentali e inutili, ora però si deve intervenire velocemente per evitare possibili equivoci”.

Il disegno di legge arriverà nelle prossime settimane alla discussione della Commissione Lavoro, di cui Maestri è una delle componenti. “Siamo tutti d’accordo – spiega la parlamentare – a dissipare, fin da subito, l’equivoco: assistenza e previdenza sono cose diverse che rispondo ad esigenze e a situazioni oggettive non paragonabili”. Questo, però, non significa che non sia necessario riordinare la normativa sulle pensioni ma “è bene che lo si faccia in un provvedimento ad hoc e partendo dal lavoro istruttorio che già è stato svolto in Commissione che ha l’obiettivo di rafforzare il sistema innalzando le prestazioni per le fasce più deboli e non il contrario”. Diverso il discorso riguardo a possibili irregolarità o anomalie che sono emerse: in quel caso, secondo la deputata, è necessario intervenire velocemente. “Se dalle azioni di monitoraggio dell’Inps sono emerse situazioni anomale o ingiustificate è bene che vengano affrontate e risolte in termini specifici e non generici”.

Maestri, che sta lavorando da tempo a questo disegno di legge, ci tiene anche a sottolineare l’importanza reale di questa normativa. “Dispiace che la polemica di queste ore abbia, in realtà, distolto l’attenzione sul nostro obiettivo primario: riformare il sistema delle politiche sociali nel nostro Paese. L’Italia, infatti, continua ad essere uno dei poche nazioni a livello europeo a non essere dotato di una misura di contrasto alla povertà e dove è forte la necessità di razionalizzare, dando maggiore efficacia e appropriatezza, agli strumenti pubblici di sostegno alle famiglie e alle fasce sociali più deboli e che negli ultimi anni sono state maggiormente esposte alla crisi”.

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