“Parti sociali e buona politica: è tempo di riforme condivise” – Il mio augurio di buon lavoro al nuovo segretario della CGIL Parma

Cgil elezione segretario

Per rimettere in moto l’Italia servirà il contributo, l’incontro e la piena apertura tra chi governa e tutte le parti sociali

Poco più di un mese fa ho accettato di candidarmi alle primarie del Partito Democratico, decidendo di lasciare la Cgil, che per 27 anni è stata casa, famiglia e luogo di formazione all’impegno per chi non rinuncia a rendere il lavoro il primo diritto che costruisce la dignità individuale e collettiva.

La Cgil di Parma, che mi onoro di aver guidato per più di 2 anni, è una grande organizzazione con quasi 75mila iscritti, e oggi ha deciso di affidare il suo futuro al nuovo segretario generale Massimo Bussandri.

A Massimo va il mio abbraccio, il più forte augurio di buon lavoro e il riconoscimento pubblico di una capacità e di uno spirito di servizio che so contribuiranno a rendere ancora più forte e autorevole la Cgil.

Per la buona politica e le organizzazioni dei lavoratori, il momento è delicatissimo: viviamo la crisi, il ritorno dei vecchi populismi e lo slancio di quelli nuovi, che chiedono a gran voce di colpire Cgil e i diritti dei lavoratori, fino al punto di teorizzare la soppressione dei sindacati. Uscite pronunciate senza vergogna e senza conoscere il nostro passato recente, quando le Camere del Lavoro erano incendiate sul serio, non solo prese a male parole stando al riparo di un blog, come fa oggi Grillo.

Fioriscono, ovviamente, i teorizzatori di tesi che vogliono dimostrare la subalternità del centrosinistra alle organizzazioni sindacali e viceversa.

Ecco, come candidata del Pd di Parma alla Camera dei Deputati, voglio rispondere a costoro che se il nostro Paese avrà l’occasione di essere guidato da un nuovo governo riformista, non ci saranno scambi, operazioni sottobanco ma una sola, grande, consapevolezza: per rimettere in moto l’Italia servirà il contributo, l’incontro e la piena apertura tra chi governa e tutte le parti sociali. Per dare vita a riforme vere, condivise perché concertate e per questo in grado di sopravvivere nel tempo.

Quello cui porrà fine il centrosinistra è il tentativo di gestire il rapporto con le organizzazioni sindacali in modo manicheo, decidendo a tavolino buoni e cattivi.

Basta. Diciamo basta insieme. E’ giunto il tempo dell’Italia che cambia, che si modernizza. Dell’Italia Giusta.

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