Maestri (Pd) ospite martedì del programma Aria pulita: “Pensioni? Salvaguardare le fasce più deboli”

Si parla di Italicum e Jobs Act, ma soprattutto di riforma delle pensioni, nel programma di approfondimento quotidiano “Aria pulita” con ospite in studio la deputata del Pd Patrizia Maestri. All’interno della puntata in onda domani, martedì 11 maggio alle 8 sul canale 13 dell’emittente 7 Gold Emilia Romagna, la deputata parmigiana ribadisce come “via sia la necessità di salvaguardare innanzitutto le fasce più deboli”; il riferimento è all’applicazione del verdetto della Corte Costituzionale, che ha annullato il blocco della rivalutazione degli assegni previdenziali superiori ai 1.443 euro mensili previsto dal decreto Salva Italia del Governo Monti. “Il problema posto dalla Corte – argomenta Maestri – va risolto in termini di equità: è necessario dare subito applicazione alla sentenza anche se occorre una certa gradualità dando priorità alle pensioni più modeste, quelle che più di altre hanno subito l’erosione del proprio potere d’acquisto. Sarebbe finalmente il modo per estendere, anche se in altra forma, il famoso bonus degli 80 euro anche ai pensionati, come abbiamo sempre richiesto”.

La discussione su come procedere all’applicazione della sentenza della Corte nell’adeguamento delle pensioni arretrate, con un aggravio per i conti dello Stato ancora da quantificare (si parla di un range molto ampio, tra i 5 e i 19 miliardi di euro) è stata calendarizzata in Consiglio dei Ministri per venerdì prossimo. Tra le altre proposte avanzate da Maestri sul tema previdenza, la possibilità di attivare nuove forme di flessibilità in uscita verso la pensione anticipata per alleviare i guasti provocati dalla riforma Fornero: “E’ sbagliato contrapporre i diritti dei pensionati a quelli dei giovani – ha detto Maestri –dobbiamo introdurre un criterio di flessibilità che consenta, a partire dai 62 anni, l’uscita dal lavoro, risolvere in modo definitivo il problema degli esodati utilizzando i risparmi derivanti dalle precedenti salvaguardie approvate, estendere la cosiddetta ‘opzione donna’ che consentiva, fino al 2014, il pensionamento alle donne con 57 anni di età e 35 di contribuzione, risolvere il problema delle ricongiunzioni onerose tra i contributi versati a diverse gestioni previdenziali. Se si comincia a lavorare verso questa direzione, si crea anche lo spazio per una diminuzione della disoccupazione giovanile”.

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