Lavoro e pensioni. Maestri (PD): “Aprirsi al confronto superando l’approccio ragionieristico”

La deputata interviene nel dibattito dei giorni scorsi in vista della prossima legge di bilancio

“Il cantiere che si aprirà tra poche settimane con l’avvio del confronto sulla legge di bilancio 2018 è un’occasione importante per sostenere la ripresa economica in corso, certificata da una crescita acquisita del pil dell’1.5%, con politiche mirate a sostenere gli investimenti e quindi l’occupazione, senza dimenticare però che con la crisi si sono aggravate le condizioni sociali di molti italiani ai quali è nostro dovere offrire risposte serie e concrete, al di là dei facili slogan ferragostani. Lavoro e welfare devono essere le parole d’ordine del nostro impegno parlamentare da qui a fine legislatura”.

A dichiararlo è la deputata Pd Patrizia Maestri della Commissione Lavoro della Camera.

“Tra fine agosto ed inizio settembre si riaprirà, finalmente, il confronto tra il governo e le parti sociali sui temi dell’occupazione e della previdenza” - ha ricordato – “Sui primi ritengo che la strada tracciata muova nella giusta direzione di alleggerire strutturalmente il carico fiscale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. È una proposta che sosteniamo convintamente e che, proprio perché strutturale e non a termine, sosterrà l’occupazione dei giovani che, nonostante i significativi miglioramenti degli ultimi anni, resta ancora il tallone d’Achille della nostra economia. Temo invece che alcune dichiarazioni, purtroppo poco ponderate, siano state mosse dall’intento di stoppare ogni ulteriore intervento sulla previdenza: se così fosse ci troveremo di fronte ad un errore grave che, tra l’altro, andrebbe in controtendenza rispetto all’importante lavoro di “smontaggio” della riforma Fornero avviato in questi anni”.

“La stabilità dei conti pubblici, ottenuta con grandi sacrifici, non dev’essere minata” - ha spiegato Patrizia Maesti - “ma l’approccio ragionieristico, a cui si sono ispirate le iniziative sulle pensioni dei governi Berlusconi e Monti, ha dimostrato di non essere adeguato. Con l’Ape Social e con l’imminente avvio dell’Ape volontaria sono stati introdotti nel sistema elementi di flessibilità che, per la prima volta, hanno connesso il momento del pensionamento con la gravosità dell’attività professionale svolta. Negare questa conquista con un ulteriore innalzamento generalizzato dell’età pensionabile sarebbe sbagliato e ingiusto per questo è essenziale rallentare e differenziare il meccanismo dell’aspettativa di vita.  Così come essenziale è tornare ad investire, con migliore decisione e maggiori risorse, sull’efficienza del welfare con un’attenzione specifica alla sanità pubblica e alle misure universali di contrasto alla povertà che entreranno in vigore ne 2018″.

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