Lavoro. Damiano e Maestri (PD) “Bene la centralità del lavoro nell’agenda del governo ma non si aumenti la precarietà e si provveda anche alle pensioni”

20140321_211232Venerdì 21 marzo si è tenuto un incontro pubblico presso l’Auditorium dell’Assistenza Pubblica di Parma al quale ha partecipato il parlamentare del PD, Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati e già Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale nel secondo Governo Prodi, che è stato intervistato da Patrizia Ginepri, giornalista della Gazzetta di Parma. L’incontro, introdotto dalla parlamentare di Parma, Patrizia Maestri, è stato l’occasione per illustrare i contenuti del decreto legge 34 contenente provvedimenti riguardanti il mercato del lavoro e per dibattere delle misure di politica economica proposte dal governo Renzi.

Il decreto legge pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale, ha luci ed ombre: la possibilità di proroga dei contratti a tempo determinato fino ad otto volte nell’arco di 36 mesi rischia di portare a contratti molto brevi che non necessariamente si trasformeranno, al termine del periodo, in stabilizzazioni; sull’apprendistato si dispone la cancellazione dell’obbligo di integrare la formazione con l’offerta formativa pubblica che, invece, l’Unione Europea ritiene obbligatoria, esponendo quindi il Paese al rischio di infrazione comunitaria. Sono quindi necessari alcuni aggiustamenti sui quali già da questa settimana lavoreremo in Commissione Lavoro”, ha spiegato Patrizia Maestri, introducendo l’incontro.

La proposta del Governo di introdurre sgravi irpef ai lavoratori che guadagnano meno di 1.500 euro al mese, va nella giusta direzione di sostenere il ceto medio-basso incentivando al contempo i consumi interni” – ha spiegato Cesare Damiano – “Si tratta di un primo passo, certamente non sufficiente, ma che tiene responsabilmente conto delle risorse disponibili. Ma voglio essere chiaro: non è pensabile recuperare altri risparmi chiedendo ulteriori sacrifici ai pensionati. Bisognerebbe al contrario aprire un tavolo per superare il blocco dell’indicizzazione e puntare ad un riequilibrio nel sistema previdenziale per trasferire risorse dalle pensioni più alte, quelle sopra i 5000 euro netti, a quelle più basse, con un’azione forte di redistribuzione ed equità sociale”.

Una priorità è la riforma degli ammortizzatori sociali anche se è impensabile abolire oggi la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, in un momento di profonda crisi economica. E’ invece urgente e necessario rifinanziare questi strumenti anche per la seconda parte dell’anno in corso, come richiesto dalle Regioni”.

Occorre che la politica dedichi un’attenzione particolare al drammatico problema della disoccupazione giovanile ma anche alla definitiva soluzione del problema degli esodati: su quest’ultimo aspetto, come Commissione, abbiamo ormai elaborato un testo condiviso, aspettiamo solo che il Governo ci metta i soldi”, ha detto Damiano rispondendo alle numerose domande e sollecitazioni degli intervenuti.

Concludendo l’incontro Patrizia Maestri ha aggiunto che “una nuova disciplina del mercato del lavoro non porterà di per sé nuova occupazione se il governo non metterà in campo urgentemente politiche industriali capaci di ripartire la crescita con investimenti nei settori strategici e se non si opereranno tagli mirati alla spesa pubblica”.

 

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