I deputati Romanini, Maestri e il senatore Pagliari hanno incontrato il Prefetto di Parma Forlani

L’occasione per un confronto prima della ripresa dei lavori parlamentari

 “Prima della piena ripresa dei lavori parlamentari, previsa per questa settimana, abbiamo ritenuto utile confrontarci con il dr. Forlani per un reciproco aggiornamento sui provvedimenti in corso di esame ma anche sulle problematiche del nostro territorio sulle quali la Prefettura di Parma ha confermato come sempre la massima attenzione. Di estrema urgenza è la questione viabilistica ed in particolare dei collegamenti con la Lombardia, oggi fortemente compromessi dalla chiusura del ponte sul Po dell’Asolana, per l’impatto sull’economia della nostra provincia e sugli spostamenti dei pendolari che ogni giorno hanno la necessità di attraversare il Grande Fiume. Al Prefetto abbiamo confermato di esserci messi a disposizione delle Province e delle Regioni coinvolte perché si creino rapidamente condizioni tali da consentire la totale riapertura al traffico del manufatto”.

Queste le parole dei parlamentari Giuseppe Romanini, Patrizia Maestri e Giorgio Pagliari a margine dell’incontro con il Prefetto di Parma, Giuseppe Forlani svoltosi questa mattina a Palazzo Rangoni.

“Durante l’incontro il Prefetto ci ha aggiornati sulle iniziative messe in campo e programmate dalla Prefettura con l’obiettivo di incrementare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio cittadino e provinciale, a partire da quelle zone, come la stazione ferroviaria, nelle quali alcuni episodi hanno richiamato la necessità di un presidio rafforzato. Sosteniamo convintamente questo impegno per garantire una più capillare presenza delle forze di polizia, con l’obiettivo di prevenire e non solo contrastare degrado e criminalità. Per parte nostra continueremo a sollecitare il Governo per ottenere l’invio a Parma di ulteriori agenti”.

“Sul tema dell’accoglienza dei migranti dalla Prefettura abbiamo avuto la conferma che, anche grazie alle iniziative del Governo e del Ministro Minniti che hanno consentito una diminuzione dell’80% degli arrivi di immigrati sul territorio nazionale, la necessità di individuare collocazioni di emergenza è significativamente diminuita. Se quindi l’emergenza può dirsi superata occorre ora avviare con maggior forza tutte quelle iniziative che, attraverso il confronto con le amministrazioni e le comunità locali, potranno assicurare un reale processo di integrazione”.

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