Froneri. Romanini e Maestri (PD): “Grazie a De Castro e Kyenge per le interrogazioni alla Commissione Europea”

I due europarlamentari del PD hanno raccolto l’appello dei deputati parmensi e delle organizzazioni sindacali

“Ringraziamo Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, e Cécile Kyenge per aver raccolto il nostro invito e l’appello delle organizzazioni sindacali ad interessare anche le istituzioni comunitarie della vertenza Froneri, un’azienda, è già stato più volte ricordato, che non sta attraversando un momento di crisi ma, al contrario, è stata recentemente premiata come ‘top private equity business’”.

“Nelle due interrogazioni i colleghi europarlamentari chiedono alla Commissione Europea di accertare il rispetto, da parte delle multinazionali come la Froneri, delle disposizioni comunitarie sul dritto all’informazione e alla consultazione dei lavoratori nelle imprese ma anche di intervenire al fine di salvaguardare dal crescente processo di delocalizzazione quei  settori produttivi, come l’agroalimentare, che rappresentano un patrimonio non solo economico, ma anche culturale di intere regioni europee” – hanno spiegato i deputati Giuseppe Romanini e Patrizia Maestri – “Tra le richieste avanzate anche quella di valutare la possibilità di attivare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per i lavoratori dello stabilimento di Parma, considerato che l’azienda parrebbe intenzionata a delocalizzare la propria attività verso paesi terzi, generando un impatto fortemente negativo e rilevante sull’economia locale e regionale. Il Fondo, infatti, si propone di offrire un sostegno a coloro che rischiano di perdere il lavoro a seguito di importanti mutamenti strutturali del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione, ad esempio in caso di chiusura di un’impresa o delocalizzazione di una produzione in un paese extra UE”.

“Il sostegno dei parlamentari europei della delegazione PD è fondamentale per questo ci siamo fatti volentieri interpreti dell’appello delle organizzazioni sindacali. Speriamo che anche questo ulteriore tassello possa rivelarsi utile per favorire la ripresa del confronto tra le parti e arrivare alla soluzione che tutti auspichiamo: scongiurare la chiusura dello stabilimento di Parma”.

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