Esodati, a Parma più di 400 casi “Soluzione possibile riformando lavoro e pensioni”

Assemblea Esodati

“Urgenti un Fondo dedicato e risorse per gli ammortizzatori sociali fino al 2020”

Un Fondo iniziale da 100 milioni di euro finanziabile di anno in anno, il ripristino delle risorse per gli ammortizzatori sociali fino almeno fino al 2020 e un serio ripensamento del sistema pensionistico.

Sono questi gli elementi sui quali agire per risolvere la vergogna degli “esodati”, ovvero quei lavoratori estromessi dal mercato del lavoro e a tutt’oggi privi di tutele.

Impegni che Patrizia Maestri, candidata del Pd di Parma alla Camera dei Deputati, ha ribadito stamane al Coordinamento provinciale che rappresenta gli esodati di Parma – stimabili tra le 400 e le 500 unità circa –, riunitosi alla Camera del Lavoro di Parma per un incontro con diversi candidati al Parlamento. Il Coordinamento è una forma spontanea di soccorso al quale proprio la Maestri, nel corso del suo mandato alla guida della Cgil di Parma, ha voluto dare tutto il suo sostegno.

“Così un deputato può cambiarci la vita”

Il “caso esodati” rappresenta bene due cose – spiega Patrizia Maestri –: che la gestione esclusivamente ragionieristica, “tecnica” dei conti pubblici produce ripercussioni direttamente sulle tasche dei cittadini, se manca la sensibilità del controllo politico. Inoltre, è evidente che mai come per questa vertenza il ruolo di un parlamentare, preparato e attivo, può fare la differenza per il territorio. Senza l’impegno di deputati come Cesare Damiano – continua la candidata democratica – non saremmo arrivati alla soluzione del problema per 130mila esodati in tutto il Paese. Ora seguiamo questa strada e rimbocchiamoci le maniche: la prossima Legislatura dovrà mettere mano, prioritariamente, alla situazione di altri 150mila casi almeno, pressando il Governo affinché siano varati alcuni strumenti efficaci”.

“Legge Fornero da ripensare”

La candidata del Pd ricorda che la materia si affronta “attraverso nuove riforme del lavoro e delle pensioni. La riforma Fornero non ha previsto nuove risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali (in particolare l’istituto della mobilità). Una lacuna che va colmata trovando i denari necessari da qui al 2020. Sul versante pensionistico, il futuro Governo del centrosinistra dovrà differenziare l’età pensionabile in base all’attività lavorativa effettivamente svolta”.

Sulla base di queste premesse, occorre “un Fondo non assistenziale alimentato con un versamento iniziale di 100 milioni  di euro, prevedendo, in caso di necessità, un raffreddamento dell’indicizzazione automatica delle pensioni superiori ai 3mila euro (lordi) mensili. Ovvero l’importo pari a sei volte il minimo pensionistico erogato”.

La Maestri è certa che “il Fondo rappresenta uno strumento elastico, molto ben gestibile anno per anno, fino alla soluzione del problema degli esodati”.

Sono lontana, per formazione e storia personale, dalla tentazione della promessa facile – chiosa Patrizia Maestri –, per questo voglio evidenziare che per gli esodati non c’è più spazio per l’improvvisazione: Bersani e il Pd hanno messo a disposizione del Paese serietà e competenze credibili. Chiedo ai cittadini di dare fiducia al nostro progetto di governo, col voto del 24 e 25 febbraio”.

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