Mi presento

Mi chiamo Patrizia.

Sono nata a Trecasali, in provincia di Parma, nel maggio 1954 e sono sposata con Mario. Ho una figlia Daria e un cane Golia. Dopo il diploma sono diventata mamma di Daria ho iniziato a lavorare in Upim. Da subito ho iniziato la mia attività nel Sindacato come delegata e dopo qualche anno ho iniziato a lavorare in CGIL: primo incarico, responsabile del coordinamento femminile. Per quattro anni sono stata componente del centro di parità provinciale. Poi Segretaria Generale della categoria del commercio, componente di segreteria confederale con delega al mercato del lavoro, segretaria generale del sindacato pensionati e infine segretaria generale della camera del lavoro di Parma, la prima donna dalla nascita della camera del lavoro… dopo 117 anni.

Nella mia esperienza in questi anni mi sono confrontata con problemi di ogni tipo: da piccoli negozi che fanno fatica ad aprire ogni mattina, a grandi aziende che hanno scambiato (e scambiano) il lavoro con il profitto. Ho conosciuto le difficoltà della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, in particolare per noi donne, e ho sbattuto più volte il muso contro l’annosa questione della precarietà del lavoro in particolare giovanile. E’ per questo che ho fatto Sindacato fino ad oggi e che oggi mi candido al Parlamento. Perché sono convinta che questa esperienza fatta di giovani e anziani, di diritti e lavoro, non possa stare fuori dalla discussione politica di questo momento. Con tutta l’esperienza e la passione che ho maturato in questi anni.

Sono una donna normale che ha amato tantissimo il suo lavoro e che vive il proprio impegno come “militanza” (parola vecchia ma sempre bella) e sente la passione e l’orgoglio di appartenere ad una organizzazione che ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle persone e che appartiene alla storia nobile di questo paese.

Sono da sempre iscritta ad un partito… perché ci ho sempre creduto. PCI, PDS, DS e oggi PD. Credo nella democrazia dei partiti, non quelli “personali”, e nel rinnovamento della politica attuale. Credo in una politica intesa come servizio alla collettività, concetto completamente alternativo al protagonismo individuale che spesso ha caratterizzato i dibattiti alle radio e alle televisioni.

In questo paese occorre ridare valore e dignità al lavoro, preoccuparsi di chi il lavoro non lo trova o è talmente scoraggiato che non lo cerca più. Preoccuparsi di chi non si iscrive più all’Università e di chi abbandona la scuola. C’è bisogno di preoccuparsi del Futuro dei nostri ragazzi.

Dobbiamo rimettere in moto quella mobilità sociale bloccata da anni e non parlare in modo sterile di “merito”. Non c’è merito senza pari opportunità. Senza uguaglianza, senza giustizia, senza solidarietà e senza legalità.

A Parma c’è bisogno di uscire dall’idea che qui tutti vivono ricchi e felici, non è mai stato così e oggi lo è ancora meno.Investimenti, tecnologia, ricerca, lavoro stabile e qualificato, enti locali solventi, coesione sociale e sviluppo del sistema culturale. Questi i miei valori e le mie parole d’ordine come volano per l’economia.

Il resto sono Io. Ottimismo, concretezza… socialità. E per di più amo molto leggere.